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Protezione ............... Arti Inferiori

NORMATIVE


PROTEZIONE DEGLI ARTI INFERIORI (Scarpe)
1.
INTRODUZIONE E RIFERIMENTI LEGISLATIVI E NORMATIVI
Riferimenti normativi principali (DPI di seconda categoria)
EN 344 Requisiti e metodi di prova applicabili alle Norme EN345/346/347
EN 344 -1994/A1- Requisiti e metodi di prova per calzature di sicurezza, calzature di protezione e calzature da lavoro per uso professionale;
EN 344/2 - Calzature di sicurezza, calzature di protezione e calzature da lavoro per uso
professionale, Requisiti supplementari e metodi di prova;
EN 345
EN 345:1994/A1 - Specifiche per calzature di sicurezza per uso professionale;
EN 345/2 - Calzature di sicurezza per uso professionale - Specifiche supplementari;
EN 346
EN 346:1994/A1 - Specifiche per calzature di protezione per uso professionale;
EN 346/2 - Calzature di protezione per uso professionale - Specifiche supplementari;
EN 347
EN 347:1994/A1 - Specifiche per calzature da lavoro per uso professionale;
EN 347/2 - Calzature da lavoro per uso professionale - Specifiche supplementari;
EN 381 - Indumenti di protezione per utilizzatori di seghe a catena portatili.

Esempi di attività a rischio
- Lavori in calcestruzzo ed in elementi prefabbricati, montaggio e smontaggio di armature; Lavori di
genio civile e lavori stradali;
- Lavori in cantieri edili e in aree di deposito; Lavori su tetti; demolizioni;
- Lavori su ponti di acciaio, opere edili in strutture di acciaio di grande altezza,
piloni, torri, ascensori e montacarichi, costruzioni idrauliche in acciaio;
- Costruzione di forni, installazione di impianti di riscaldamento e di aerazione, nonché montaggio di
costruzioni metalliche;
- Lavori in altiforni, acciaierie e laminatoi, stabilimenti metallurgici, impianti
di fucinatura, pressatura e di trafilatura;
- Lavori in cave di pietra, miniere a cielo aperto e rimozione in discarica;
- Lavorazione e finitura di pietre; Produzione di vetri piani e cavi, nonché
lavorazione e finitura;
- Manipolazione di stampi;
- Lavori nell’industria meccanica e nell’industria dei materiali da costruzione;
- Movimentazione e stoccaggio;
- Costruzioni navali; Smistamento ferroviario;
- Attività su e con masse molto fredde o ardenti.
2.TIPOLOGIA DEI DPI PER LA PROTEZIONE DEI PIEDI
Definizione delle calzature
Calzature di sicurezza (EN345): puntale resistente all’urto di 200 J.
Calzature di protezione (EN346): puntale resistente all’urto di 100 J.
Calzature da lavoro (EN347): senza puntale di protezione.
Classificazione delle calzature
1: calzature in cuoio e altri materiali, escluse calzature interamente di gomma o materiale polimerico.
2: calzature interamente di gomma (completamente vulcanizzato) o interamente polimeriche (completamente stampate).
Marcatura
Ogni calzatura di protezione deve essere marcata in modo chiaro ed indelebile,
con le seguenti indicazioni:
- Marcatura CE
- misura;
- marchio di identificazione del fabbricante;
- designazione del tipo o articolo del fabbricante;
- data di fabbricazione (almeno trimestre o anno);
- paese del fabbricante;
- numero della presente norma (cioè EN 345, EN 346, EN 347);
- il simbolo o i simboli adeguati alla protezione fornita, oppure dove applicabile, la categoria
appropriata (SB, S1..S5) (tab. 2).
2
Calzature di sicurezza con resistenza all’acqua
Le calzature devono essere conformi ai requisiti di base riportati nel prospetto 2 della EN 345 (tabb.1 e 2)
Calzature conduttive
Da utilizzare quando occorre ridurre al minimo l’accumulo di cariche elettrostatiche (es.manipolazione
di esplosivi o materiali estremamente infiammabili), purché sia completamente eliminato il rischio
derivante da apparecchiature sotto tensione. La resistenza a nuovo della calzatura deve risultare
inferiore a 100 Kohm.
Durante l’uso, la resistenza delle calzature conduttive può variare, è pertanto opportuno effettuare
regolarmente prove di resistenza elettrica da inserire nel programma di controlli periodici del sistema
di prevenzione e protezione. Le caratteristiche del pavimento o di altri eventuali elementi introdotti
dentro la calzatura (es. solette) possono alterarne la conducibilità e devono essere pertanto di volta
in volta attentamente valutate.
Calzature antistatiche
Da utilizzare quando occorre ridurre l’accumulo di cariche elettrostatiche (es. vapori e materiali
estremamente infiammabili), quando non sia completamente eliminato il rischio derivante da
apparecchiature sotto tensione. La resistenza della calzatura deve essere compresa, durante tutta la
vita utile, fra 1000 Mohm e 100 Kohm, per mantenere comunque una certa protezione da folgorazione
con tensioni fino a 250 V.
Calzature di sicurezza con protezione del metatarso
Le calzature devono soddisfare i requisiti di base specificati nel prospetto 2 della EN 345:1992.
Calzature di sicurezza con resistenza ai pericoli derivanti dalla lotta contro l’incendio
Salvo indicazione diversa, le calzature devono soddisfare i requisiti di base specificati al punto 7.1
della EN 345-2. Inoltre, il pittogramma deve essere riportato su un’etichetta con dimensioni minime di
30mm x 30 mm applicata in un punto visibile all’esterno della calzatura.
Uno dei seguenti simboli deve essere riportato nell’angolo in basso a destra del pittogramma.
F.................... quando sono soddisfatti i requisiti specificati in 7.1 della EN 345-2
FP.................. quando la calzatura soddisfa anche i requisiti di resistenza alla
perforazione specificati in 4.3.3 della EN 344:1992;
FA.................. quando la calzatura soddisfa anche i requisiti relativi alle proprietà antistatiche specificati in 4.3.4.2 della EN 344:1992;
FPA................ quando la calzatura soddisfa sia i requisiti di resistenza alla perforazione sia quelli relativi alle proprietà antistatiche specificati nella EN 344:1992.
Calzature per l’utilizzazione di seghe a catena
Nessun dispositivo di protezione individuale può assicurare al 100% la protezione contro tagli da sega
a catena portatili. Tuttavia, l’esperienza ha dimostrato che è possibile progettare equipaggiamenti che
offrano un certo grado di protezione. Diversi principi funzionali possono essere impiegati per fornire
protezione: scivolamento della catena al contatto, in modo tale che non possa tagliare il materiale;
accumulazione di fibre che, una volta entrate negli ingranaggi dalla catena, ne provocano l’arresto;
rallentamento della catena per mezzo di fibre dotate di elevata resistenza al taglio in grado di
assorbire l’energia di rotazione, riducendo quindi la velocità della catena, e spesso viene applicato più
di un principio. Sono disponibili tre classi di calzature, che presentano livelli diversi di resistenza al
taglio da sega a catena. Attualmente solo le calzature di classificazione II sono in grado di
raggiungere il massimo livello. Tuttavia, in particolari ambienti e condizioni di lavoro, è preferibile
adottare calzature di classificazione I per motivi ergonomici.
Si tenga presente che l’area di protezione si estende fino ad almeno 195 mm al di sopra della soletta
in modo da garantire una sovrapposizione tra calzatura e pantalone indipendentemente dalla misura
della scarpa.
Classificazione in funzione della velocità della catena
La classificazione deve essere effettuata con le 3 velocità seguenti:
- Classe di protezione 1: 20 m/s
- Classe di protezione 2: 24 m/s
- Classe di protezione 3: 28 m/s

CODICE DI ............................................ CLASSIFICAZIONE
DESIGNAZIONE
. I .......................................... Calzature di cuoio ed altri materiali,
......................................... escluse calzature interamente in gomma o materiale polimerico

. II ........................................ Calzature completamente in gomma (completamente vulcanizzate) od
..................................................... interamente polimeriche (completamente stampate)




Tab. 1
3
...................................................................................................... CODICI DI DESIGNAZIONE
SIMBOLO..................... REQUISITI DI SICUREZZA ................................... CALZATURE.............. STIVALI

............................................................................................... SB ..... S1 .... S2 .... S3 ..... S4 ..... S5
A.......................... Calzatura antistatica.......................................... *...... X ...... X ...... X ...... X ...... X
E.......................... Assorbimento di energia al tallone....................... * ...... X ...... X ..... X ...... X ...... X
WRU..................... Tomaia resistente all’acqua............................... * ...... * ...... X ...... X ...... * ...... X
P.......................... Resistenza di perforazione della suola................. * ...... * ...... * ...... X ...... * ...... X
CI......................... Isolamento dal freddo....................................... * ...... * ...... * ...... * ...... * ...... *
HI......................... Isolamento dal calore....................................... * ...... * ...... * ...... * ...... * ...... *
C.......................... Calzatura conduttiva......................................... * ....... * ...... * ...... * ...... * ...... *
HRO...................... Resistenza al calore per contatto...................... * ....... * ...... * ...... * ....... * ...... *

X: requisiti obbligatori
*: requisiti non obbligatori/facoltativi





Tab. 2: Requisiti minimi e facoltativi per le scarpe di sicurezza (puntale resistente a 200 j)
3. CRITERI GENERALI DI SELEZIONE
- Adattabilità della calzatura al piede (taglia);
- Traspirazione;
- Peso;
- Resistenza all’usura;
- Mantenimento nel tempo delle caratteristiche
di protezione;
- Flessibilità della suola;
- Impermeabilità.
Per assicurare una maggiore durata ed il mantenimento della caratteristiche è necessario mantenere
pulita la calzatura dopo l’uso, lasciandola asciugare in luogo ventilato, lontano da fonti di calore, dopo
aver rimosso tutti i residui di terra od altre sostanze.
E utile trattare periodicamente il tomaio con cere specifiche, evitando assolutamente l’utilizzo di
prodotti aggressivi che possono compromettere sicurezza e durata del DPI.
Tipologie costruttive
1) Procedimento Ströbel: Calzatura realizzata iniettando la suola in poliuretano mono o bidensità
contenente la tomaia preassemblata.
Caratteristiche:
maggiore leggerezza, migliore impermeabilità, migliore estetica, minore traspirazione;
2) Procedimento Black: Calzatura realizzata assemblando la suola in gomma o pu stampati alla
tomaia mediante incollaggio.
Caratteristiche: versatilità nella produzione, ampiezza di gamma. Non adatta per impieghi gravosi;
3) Procedimento Ideal: Calzatura di tipo tradizionale realizzata assemblando la suola in gomma o pu
stampati alla tomaia mediante incollaggio e cucitura che risulta visibile all’esterno.
Caratteristiche: notevole robustezza ed idoneità ad usi particolarmente gravosi, ampiezza di gamma,
maggiore pesantezza;
4) Procedimento Good Year: differisce dall’Ideal per la doppia cucitura che aumenta ulteriormente la
robustezza della calzatura.


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